Biografia

      Chi è Tiziano Vincenzi?

“La creazione è la mia ispirazione e la sua interpretazione è la mia arte.”

Tiziano Vincenzi nasce a Bologna nel 1959 e risiede oggi a Molinella, nell’area metropolitana della città. La sua passione per l’arte affonda le radici nella figura del padre, Cesarino Vincenzi, pittore e scultore conosciuto in Italia e all’estero, che ha dedicato la vita all’arte e alla famiglia, trasmettendo al figlio i segreti della pittura e della scultura.

Forte dell’eredità artistica paterna, Tiziano frequenta l’Istituto d’Arte di Bologna e successivamente l’Accademia di Belle Arti, dove si laurea in Pittura con il massimo dei voti.

Fin dagli esordi affianca alla sua attività artistica l’insegnamento dell’educazione artistica nelle scuole secondarie, continuando però a perfezionare con passione la propria tecnica.

La pittura di Vincenzi sfugge a definizioni rigide: le sue pennellate rivelano una profonda ricerca del ‘realismo’ e del ‘cromatismo’, fondendo armoniosamente suggestioni classiche e impressioniste. La sua arte esplora e reinterpreta con sensibilità le meraviglie della creazione naturale: ampie distese paesaggistiche, sentieri che scompaiono tra i boschi, laghi che riflettono il cielo e alberi che si specchiano in acque silenziose.

Anche soggetti più intimi, come pesci, frutti e nature morte, acquistano nei suoi dipinti una personalità unica, caratterizzata da un realismo vivido e da paesaggi quasi tridimensionali. I raffinati giochi cromatici si accompagnano a una notevole abilità nel disegno a pastello, con cui ritrae volti ed espressioni umane con delicate sfumature — dai sorrisi infantili alle fisionomie più mature e contemplative.

Accanto alla pittura, Tiziano coltiva con maestria anche l’arte plastica. Dalla sua modellazione dell’argilla nascono bassorilievi in terracotta che rappresentano volti, cavalli al galoppo, scene rurali e soprattutto ricostruzioni della Bologna medievale con le sue torri, interpretate in scorci ‘fantastici, spettacolari e ricchi di fascino scenografico’. In queste opere, la ‘ricerca del chiaroscuro’ e la cura dei volumi in rilievo, conferiscono profondità e dinamismo, trasformandole in gioielli artistici di grande pregio, divenuti nel tempo pezzi famosi e ricercati nella zona di Bologna.

I suoi busti e ritratti scultorei colpiscono per la forza espressiva, grazie all’uso del colore naturale della terracotta, ai chiaroscuri delicati e alle rese volumetriche che donano alle opere un sorprendente realismo.

Il suo talento si esprime anche in dipinti di grandi dimensioni , con la realizzazione di pareti murali a effetto ‘trompe-l’oeil’, dove realtà e illusione si fondono con raffinata maestria.

Tiziano ha partecipato a numerose mostre ricevendo apprezzamenti dalla critica. Nel 2010ha rappresentato Bologna all’Expo di Shanghai, esponendo sculture e bassorilievi dedicati alle torri della sua città e a quelle della metropoli cinese, in un suggestivo dialogo tra passato e modernità che ha valorizzato il Padiglione delle Eccellenze Bolognesi. Nel 2015 è stato segnalato come artista interessante nella “Strenna Storica Bolognese” (Pàtron Editore).

Appassionato di musica, Tiziano compone al pianoforte e interpreta le proprie opere pittoriche in chiave “impressionistica e musicale”, trasformando i paesaggi naturali dei suoi quadri in vere e proprie “composizioni visive”, dove luce, colore e ritmo pittorico si fondono come in una partitura armoniosa. La natura diventa così la melodia principale delle sue creazioni, rivelando un dialogo poetico e profondo tra “arte visiva e musica”.

La sua ricerca artistica è orientata a “fondere le arti a 360 gradi” , in un unico linguaggio espressivo capace di interpretare e celebrare la grandezza della natura . Pittura, scultura, musica e sensibilità poetica convivono in un’arte che emoziona e racconta, con sguardo sincero e appassionato, il legame tra l’uomo e il mondo che lo circonda.

Tiziano Vincenzi è un artista che unisce tecnica, sensibilità e visione. Le sue opere lasciano un segno per la loro intensità e per la capacità di evocare stupore e bellezza autentica. La sua continua ricerca lo rende una figura viva e luminosa del panorama artistico bolognese, con un riconoscimento crescente a livello nazionale e una significativa rappresentanza nel panorama artistico internazionale . Un interprete originale della creazione, capace di trasformare emozioni e visioni in arte senza tempo.

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Intervista pubblicata sul Giornale del C N A in occasione dell’Expo di Shanghai

Fra le opere d’arte presenti nello stand bolognese dell’Expo di Shanghai ve ne è una che unisce, anzi accomuna particolarmente la nostra città con la metropoli cinese. E’ la scultura del prof. Tiziano Vincenzi, nella quale sono rappresentate le due antiche torri simbolo di Bologna (Torre degli Asinelli e Garisenda) con le due che più di altre caratterizzano la skyline della città asiatica: quella del World Financial Center, chiamata “il cavatappi”, vista la torsione nella parte alta della struttura, e la Pearl Tower. “Per me – commenta Vincenzi – è una bella soddisfazione sapere che questa mia creazione, insieme ad altre opere rappresenterà il nostro territorio in un contesto così prestigioso come quello dell’Expo.

Vincenzi è il classico esempio di artista a tutto tondo. Oltre ad essere scultore, la sua passione lo porta ad esprimersi anche con il disegno, la pittura, fino al bassorilievo. “Se dovessi dire quale sia la mia forma d’arte preferita non saprei davvero quale indicare. Grazie a mio padre Cesarino Vincenzi (uno dei maggiori artisti bolognesi del ‘900, NdA) ho imparato ad apprezzarle tutte”.

Lei lavora su commissione. Qual è il suo cliente tipo?

“Non ne ho uno in particolare. La cosa che li accomuna è solo il fatto che si tratta sempre di privati. Sempre più spesso mi vengono richieste delle opere personalizzate”.

Parliamo dei quadri?

“Quadri e non solo. La gente mi chiede anche disegni e, più di recente la realizzazione delle sculture, in particolare busti e bassorilievi”.

Riprodurre in una scultura una persona non deve essere facile, oltre a richiedere molto tempo a lei e al cliente stesso.

“E’ vero, si tratta di un’attività alquanto impegnativa. Per quanto riguarda il tempo, non potendo richiedere al cliente di passare varie ore al giorno nel mio laboratorio mentre io realizzo la mia opera con le sue fattezze, uso per buona parte del lavoro delle sue fotografie, lavorando dal vivo solo in alcune fasi, come la riproduzione dei particolari”.

Quelle realizzate per l’evento di Shanghai non sono le uniche torri realizzate.

“Assolutamente no. Anzi, queste sono fra i soggetti più riprodotti, diversi dei quali sono poi esposti (e dove se no) proprio nello spazio di Artigianarte, nella Torre degli Asinelli. La storia della nostra città offre del resto molte fonti d’ispirazione. Oltre alle torri, appunto, all’Expo di Shanghai verrà esposto anche una mia riproduzione di un bassorilievo presente nel Museo Civico Medievale, dove sono rappresentati gli alunni nel corso di una lezione all’università”.

Ma rifarsi sempre alla storia, all’esistente, non finisce col limitare la creatività?

“No, se riproduzioni esatte a parte, si personalizzano le opere, magari sovrapponendo all’opera dalla quale si trae ispirazione altri stili, suggestioni, riferimenti a esperienze personali”.

Può fare un esempio?

“Mi vengono in mente, nell’ambito della pittura, una mia riproposizione della Gioconda di Leonardo, nella quale ho modificato lo sfondo, inserendo il viso di mia moglie, oppure quelle delle opere del ferrarese Giovanni Boldini. Ma la mia voglia di mixare le cose non si ferma qui, ma comprende pure l’incrocio fra più arti. Proprio in questo periodo sto sviluppando un nuovo approccio, che prevede proprio la fusione fra la pittura e la scultura”. T

INGLESE :  Breve biografia:

Tiziano Vincenzi was born in Bologna in 1959, now resides in Molinella (Bo).

Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Bologna, studiò pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, diplomandosi con lode. Insegnò didattica dell’arte nelle scuole superiori.

Figlio d’arte, il padre è il celebre pittore e scultore Cesarino Vincenzi, dal quale apprese i segreti della pittura e della scultura. La produzione artistica di Vincenzi Tiziano si estende sia in Italia che all’estero.

I suoi dipinti sono realizzati con colori raffinati, dove le pennellate, sempre alla ricerca di un realismo, esplorano diversi stili pittorici arrivando quasi a fondere il classico con l’impressionismo.

L’artista preferisce dipingere vaste distese di sentieri naturalistici che si perdono nei boschi, laghi che si riflettono

acque calme, luci e colori del cielo e degli alberi; natura morta con pesci, soggetti come dipinti dotati di raro realismo.

Bellissimi i suoi rilievi in terracotta raffiguranti volti di persone, nature morte, cavalli al galoppo e scene gioiose e agresti; interessanti anche i rilievi policromi che raffigurano scorci della vecchia Bologna.

Sono ritratti a pastello squisiti ed espressivi; infatti l’artista sa cogliere con le sfumature le espressioni più delicate

I volti gioiosi dei bambini li rendono davvero vivi e reali.

Tiziano ha lavorato nel campo della pubblicità, ha realizzato grandi murales (trompe l’oeil) in abitazioni private.

Partecipò a numerose mostre, ricevendo consensi dalla critica.


 

Prof. TIZIANO VINCENZI

Pittore, scultore, disegnatore, musicista e interprete della memoria bolognese

Una figura artistica da leggere nella sua interezza

Visitando il sito ufficiale di [Tiziano Vincenzi] ( www.tizianovincenzi.it), emerge immediatamente una caratteristica che considero fondamentale: Tiziano Vincenzi non appartiene a una sola disciplina artistica.

Il sito non presenta soltanto quadri. Presenta ritratti ad olio, disegni a matita e pastello, sculture, busti, bassorilievi, terrecotte, paesaggi, nature morte, trompe-l’œil, ricostruzioni della Bologna medievale, materiale didattico, storia della città e composizioni musicali.

Questa molteplicità non va interpretata come dispersione.

Al contrario, osservando l’insieme, si può individuare un unico principio che unisce tutte queste esperienze: la volontà di interpretare la realtà attraverso la bellezza.

Ed è proprio questa, a mio giudizio, la chiave per comprendere Tiziano Vincenzi.

 

LE ORIGINI: FIGLIO D’ARTE, MA NON ARTISTA PER EREDITÀ

Tiziano Vincenzi nasce a Bologna nel 1959.

La sua formazione avviene in un ambiente nel quale l’arte non è una semplice materia scolastica, ma una presenza quotidiana: suo padre è Cesarino Vincenzi, pittore e scultore bolognese celebre e di grande produzione.

Il rapporto con il padre è quindi fondamentale.

Ma sarebbe riduttivo dire che Tiziano è semplicemente «figlio di un artista».

La vera particolarità è che egli riceve dal padre gli strumenti del mestiere, ma poi costruisce progressivamente una propria identità.

Frequenta l’Istituto d’Arte di Bologna e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue il diploma in Pittura con il massimo dei voti; parallelamente intraprende l’insegnamento dell’educazione artistica.

Questa formazione è importante perché permette di comprendere una caratteristica costante della sua produzione: l’istinto artistico è sostenuto dalla preparazione tecnica.

Non è soltanto un artista che sente.

È un artista che sa anche come tradurre ciò che sente in una forma.

 

L’INFANZIA E LA NASCITA DELLA VOCAZIONE

Qui voglio essere particolarmente corretto.

Nelle fonti che sono riuscito a verificare non ho trovato un aneddoto infantile preciso e documentato paragonabile, per esempio, agli aneddoti dell’infanzia di Cesarino Vincenzi.

Quindi non voglio inventarne uno.

Quello che emerge con chiarezza è però che la formazione artistica di Tiziano nasce molto presto attraverso il rapporto quotidiano con il padre e con il laboratorio artistico, e che la sua vita successiva conferma una vocazione estremamente precoce e persistente.

La cosa significativa è che questa vocazione non rimane confinata alla pittura.

Nel corso della vita si sviluppa contemporaneamente attraverso disegno, pittura, scultura e musica.

È quasi come se il giovane Tiziano avesse scoperto progressivamente che la realtà può essere tradotta in linguaggi diversi.

 

LA PITTURA: LA NATURA COME RIVELAZIONE

È soprattutto osservando la sua produzione pittorica che appare con maggiore evidenza la dimensione spirituale della sua arte.

Il sito definisce la pittura come una «espressione poetica visiva» e come interpretazione della bellezza del Creato attraverso la mente dell’artista. I soggetti ricorrenti sono boschi, sentieri, laghi, cieli, alberi, acque, frutti, pesci e nature morte.

Questa non è una scelta casuale.

Tiziano non sembra interessato alla natura solamente come paesaggio da riprodurre.

La natura diventa un luogo di contemplazione.

Un lago non è solamente acqua.

Un bosco non è solamente alberi.

Una luce sul paesaggio non è solamente un fenomeno atmosferico.

Diventa un’occasione per fermare lo sguardo davanti a qualcosa che l’artista considera più grande dell’uomo.

E qui emerge la sua spiritualità.

La spiritualità di Tiziano non passa necessariamente attraverso il soggetto religioso.

Passa attraverso lo stupore davanti alla creazione.

Questa è una distinzione fondamentale.

La sua spiritualità è quindi soprattutto contemplativa e naturalistica.

 

IL «PITTORISMO»: UNA SINTESI PERSONALE

La pittura di Tiziano è difficile da collocare in una sola casella.

Le stesse fonti che lo presentano parlano di realismo, cromatismo, classicismo e impressionismo.

Ed è proprio qui che individuerei una sua caratteristica critica.

Tiziano non sembra voler scegliere tra:

realismo e impressionismo

Tra: precisione ed emozione.

Tra: disegno e colore

La sua ricerca tende piuttosto a farli convivere.

La precisione permette di riconoscere la realtà.

Il colore permette di sentirla.

Il disegno costruisce.

La luce emoziona.

Il realismo dà credibilità alla scena.

La componente impressionista le dà atmosfera.

Da qui nasce quello che potremmo definire un realismo luminoso, nel quale la fedeltà alla natura non impedisce alla pittura di diventare poetica.

LA LUCE: IL VERO PROTAGONISTA

Guardando complessivamente la produzione paesaggistica, la luce diventa quasi un personaggio.

È presente nei cieli, nei riflessi dell’acqua, nei sentieri, nelle aperture tra gli alberi, nei paesaggi autunnali e nelle nature morte.

Anche quando il soggetto è semplice, l’interesse dell’artista sembra rivolgersi a come la luce trasforma la materia.

È qui che vedo una delle caratteristiche più interessanti della sua pittura.

Non è il semplice «dipingo ciò che vedo».

È:

dipingo ciò che vedo, ma cerco di trasmettere ciò che provo guardandolo.

Questo passaggio dalla percezione all’emozione è ciò che trasforma una rappresentazione naturalistica in una ricerca artistica.

I RITRATTI: NON COPIARE UN VOLTO, MA RENDERLO VIVO

La stessa ricerca appare nei ritratti.

Tiziano lavora con olio, matita, sanguigna, pastello e scultura. Il sito documenta una produzione molto ampia di ritratti infantili, familiari, adulti, animali e figure reinterpretate in differenti linguaggi.

La sua concezione del ritratto è particolarmente interessante.

Un buon ritratto non deve semplicemente avere:

occhi, naso, bocca, capelli.

Deve possedere presenza.

Deve sembrare che la persona possa continuare a vivere oltre la superficie dell’immagine.

È significativo che la presentazione esterna di Molinella Welcome sottolinei proprio la capacità di cogliere attraverso le sfumature le espressioni dei volti, dai bambini alle persone mature.

Questa attenzione alla fisionomia collega direttamente Tiziano alla grande tradizione del ritratto figurativo italiano.

IL DISEGNO: LA DISCIPLINA DELLA MANO

Il disegno costituisce un altro elemento importante.

Matita, pastello, sanguigna, seppia e tecniche antichizzate mostrano un interesse evidente per la tradizione figurativa italiana e rinascimentale.

Il disegno, in questo contesto, non è semplicemente un’attività preparatoria alla pittura.

È una forma autonoma di conoscenza.

Con pochi segni bisogna capire:

la struttura del volto;

la proporzione;

la luce;

il carattere;

l’espressione;

il volume.

Per questo considero il disegno uno degli elementi che spiegano la solidità della sua scultura e della sua pittura.

LA SCULTURA: DALLA TERRA ALLA PERSONA

Se nella pittura Tiziano interpreta la luce, nella scultura interpreta il volume.

Il suo rapporto con l’argilla è particolarmente significativo.

Il sito descrive il procedimento dalla modellazione della creta alla lenta essiccazione e alla successiva cottura, con temperature intorno ai 1000 gradi.

Qui appare una filosofia artistica quasi elementare e antichissima:

la terra prende forma attraverso la mano dell’uomo.

L’artista parte da una materia informe.

La osserva.

La tocca.

La modifica.

La corregge.

E alla fine quella materia diventa un volto, un cavallo, una figura, una città.

È un processo quasi archetipico.

I BUSTI: IL REALISMO TRIDIMENSIONALE

Nei busti e nei ritratti in terracotta emerge una caratteristica molto forte: la ricerca della somiglianza.

Non è soltanto una questione anatomica.

La somiglianza autentica comprende:

struttura ossea;

proporzioni;

espressione;

atteggiamento;

carattere.

Il colore naturale della terracotta, unito al chiaroscuro della modellazione, permette inoltre di evitare l’effetto eccessivamente artificiale della superficie. Le fonti descrivono proprio la forza espressiva dei busti e il loro sorprendente realismo.

A mio giudizio, questo è uno dei settori nei quali la formazione ricevuta da Cesarino viene maggiormente trasformata in una voce personale.

BOLOGNA: QUANDO LA CITTÀ DIVENTA OPERA D’ARTE

Ed è qui che Tiziano compie forse la sua operazione più originale.

Non si limita a dipingere Bologna.

La ricostruisce.

Le torri medievali, le piazze, i palazzi, i canali, le vedute della città e la cosiddetta «Selva Turrita» diventano materia plastica.

Questo progetto è molto più di una serie di souvenir artistici.

È una forma di memoria tridimensionale.

Tiziano prende una città che oggi vediamo attraverso fotografie, automobili, traffico e architettura moderna e prova a restituirle una dimensione perduta.

La Bologna medievale diventa così quasi una città «riemersa dalla terra».

La grande veduta in terracotta terminata nel 2023, di circa 43 × 133 cm, è un esempio particolarmente significativo di questa ricerca. Molinella Welcome la presenta come una ricostruzione/«viaggio fantastico» nella Bologna medievale.

 

L’ARTISTA E LA STORIA DI BOLOGNA

C’è un’altra dimensione importante: Tiziano non si limita a creare immagini storiche.

Ha costruito sul proprio sito una vasta sezione dedicata alla storia di Bologna, alle sue origini, alle torri, ai canali, ai personaggi, alle trasformazioni urbane e alla cultura musicale della città. La pagina dichiara esplicitamente di utilizzare bibliografia storica e di avere anche finalità divulgative e didattiche.

Quindi, più che definirlo frettolosamente «scrittore di libri su Bologna», cosa che nelle ricerche che ho fatto non sono riuscito a verificare bibliograficamente con un titolo editoriale preciso, lo definirei:

artista, divulgatore e autore di un’importante ricerca storico-artistica online dedicata a Bologna.

Questa formulazione è più precisa e professionalmente difendibile.

 

SHANGHAI 2010: BOLOGNA PORTATA NEL MONDO

Questo è uno degli episodi più importanti della sua biografia.

Nel 2010 Tiziano Vincenzi rappresenta Bologna all’Esposizione Universale di Shanghai, all’interno del contesto dedicato alle eccellenze bolognesi.

Il progetto artistico è particolarmente intelligente.

Non porta semplicemente una riproduzione di Bologna in Cina.

Mette in dialogo Bologna medievale e Shanghai moderna.

Da una parte:

Asinelli e Garisenda.

Dall’altra:

Shanghai World Financial Center e Oriental Pearl Tower.

È una contrapposizione fra due epoche e due città, ma anche un dialogo fra due civiltà urbane.

La stessa intervista del Giornale CNA riportata nella biografia descrive l’opera come un collegamento fra Bologna e la metropoli cinese e riporta direttamente le parole dell’artista sulla soddisfazione di rappresentare il territorio in un contesto internazionale così importante.

C’è inoltre un particolare che trovo artisticamente significativo: Vincenzi racconta di aver portato all’Expo anche una riproduzione di un bassorilievo del Museo Civico Medievale raffigurante gli studenti durante una lezione universitaria.

Quindi a Shanghai non porta soltanto l’immagine di Bologna.

Porta:

la storia di Bologna, la cultura di Bologna e l’idea stessa di Bologna come città della conoscenza.

LA SUA BOLOGNA NON È SOLTANTO MEDIEVALE

Questo è un altro aspetto interessante.

Nelle sue opere compaiono le torri, ma anche Lucio Dalla, Piazza Maggiore, la cultura musicale bolognese, il Bologna calcio, la città contemporanea.

La formella dedicata a Lucio Dalla, con il cantante inserito nella Piazza Grande, venne presentata a Gianni Morandi nel 2013; l’evento ebbe anche una risonanza televisiva, secondo la documentazione pubblicata dall’artista.

Questa è una caratteristica importante:

Tiziano non conserva Bologna come un museo.

La interpreta come una città viva.

Medioevo.

Musica.

Personaggi.

Architettura.

Sport.

Memoria.

Presente.

È una sorta di ritratto permanente della città.

LE SCULTURE DI BOLOGNA COME IDENTITÀ CIVICA

La continuità di questo lavoro è documentata anche negli anni più recenti.

Dal 2023 le sue opere scultoree raffiguranti Bologna risultano esposte presso l’Info Point Bologna Welcome in Piazza Maggiore, mentre sue formelle sono state portate nel 2022 in Nepal e donate a università nepalesi nell’ambito di una delegazione dell’Università di Bologna.

Sono fatti interessanti perché dimostrano che la sua produzione bolognese ha superato il semplice ambito dello studio privato.

Le formelle diventano ambasciatrici della città.

LA MUSICA: QUANDO IL PITTORE ASCOLTA IL PAESAGGIO

E qui arriviamo forse alla parte più originale della personalità di Tiziano Vincenzi.

La musica.

Il sito documenta una produzione pianistica pubblicata anche sotto differenti progetti artistici: Tiziano Vincenzi, TiV Progressive Music e Airone Blu. Vi sono composizioni pianistiche, improvvisazioni, musica contemporanea, jazz, progressive e canzoni.

Questo cambia profondamente la lettura della sua pittura.

Perché Tiziano non considera semplicemente il paesaggio qualcosa da guardare.

Dice, in sostanza:

la natura può essere ascoltata.

La sua frase secondo cui dipinge «la musica» che sente nella natura è, criticamente, una delle chiavi più importanti per comprendere la sua poetica.

E allora il colore diventa equivalente al suono.

Il ritmo delle pennellate diventa equivalente al ritmo musicale.

La luce diventa armonia.

Il paesaggio diventa composizione.

QUI NASCE UNA POETICA PERSONALE

Ed è proprio questo il punto nel quale, secondo me, Tiziano Vincenzi supera la semplice definizione di pittore realistico.

Perché il realismo da solo descriverebbe ciò che vede.

La musica gli permette invece di interpretare ciò che sente.

Quindi potremmo sintetizzare il suo processo così:

Natura → percezione → emozione → colore → musica.

E contemporaneamente:

Natura → osservazione → disegno → volume → scultura.

Pittura e scultura diventano quindi due modi diversi di interpretare la stessa realtà.

L’ARTISTA A 360 GRADI

Nel 2010, nell’intervista collegata all’Expo, viene definito esplicitamente un «artista a tutto tondo», e Tiziano stesso spiega di non saper indicare una sola forma d’arte preferita, riconoscendo al padre l’insegnamento di tutte queste discipline.

Oggi questa definizione appare ancora più appropriata.

Perché il suo percorso comprende:

Pittura
paesaggio, natura morta, ritratto, realismo, impressionismo, cromatismo.

Scultura
busti, teste, figure, cavalli, bassorilievi, terracotta, bronzo.

Disegno
matita, pastello, sanguigna, seppia, ritratto.

Trompe-l’œil
pareti murali e rapporto fra realtà e illusione.

Musica
pianoforte, composizione, improvvisazione, progressive, jazz, canzone.

Storia e cultura bolognese
ricostruzioni, divulgazione, ricerca sulla città.

Didattica
insegnamento e divulgazione delle tecniche artistiche.

È quindi più corretto parlare di una concezione interdisciplinare dell’arte.

LA DIMENSIONE SPIRITUALE

E veniamo alla questione che ritengo più importante.

Qual è la spiritualità di Tiziano Vincenzi?

Non è, principalmente, una spiritualità iconografica.

Non nasce dalla rappresentazione di santi o soggetti religiosi.

È una spiritualità della creazione.

Il suo sito parla esplicitamente della natura come «Creazione» e dell’arte come interpretazione di quella bellezza.

Questo significa che il suo paesaggio assume quasi una funzione contemplativa.

L’artista osserva la realtà e cerca di restituirla non soltanto nella sua forma, ma nella sua armonia.

Per questo i colori luminosi, le acque calme, gli alberi, i sentieri, i cieli e i paesaggi aperti ricorrono con tanta insistenza.

Non è una pittura del dramma.

È una pittura dello stupore.

Non vuole necessariamente mostrare quanto il mondo sia oscuro.

Vuole ricordare che nel mondo esiste ancora qualcosa capace di suscitare meraviglia.

«L’ARTE DEL BELLO»

Qui vedo il collegamento più forte con la tua idea di Pittorismo – L’Arte del bello.

Tiziano non sembra concepire la bellezza come semplice decorazione.

La bellezza diventa una forma di conoscenza.

Guardare un paesaggio significa riconoscere un ordine.

Guardare un volto significa riconoscere una persona.

Ricostruire Bologna medievale significa recuperare una memoria.

Modellare l’argilla significa trasformare la materia.

Comporre musica significa tradurre in suono un’emozione.

Sono attività diverse, ma alla base c’è una stessa domanda:

come può l’uomo trasformare ciò che percepisce in qualcosa capace di emozionare un altro essere umano?

Questa, a mio giudizio, è la vera unità della sua opera.

LA STRENNA STORICA BOLOGNESE: UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE

Ho controllato anche questo punto con particolare attenzione.

La Strenna Storica Bolognese è una pubblicazione storica di grande tradizione: nasce nel 1928, riprende nel 1954 e continua tuttora; nel 2005 e nel 2007 ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il riconoscimento di pubblicazione periodica di elevato valore culturale.

La biografia di Tiziano e Molinella Welcome affermano che nel 2015 egli fu segnalato come artista interessante nella Strenna Storica Bolognese, pubblicata da Pàtron.

Non sono però riuscito a recuperare online il testo integrale della specifica voce/articolo del 2015. Quindi, professionalmente, non attribuirei a Cesare Fantazzini quella specifica critica su Tiziano senza vedere l’articolo originale.

È invece ben documentato che Fantazzini ha scritto importanti testi su Cesarino Vincenzi, padre di Tiziano; per esempio, un suo articolo commemorativo del 2024 su Bologna Sette ricorda Cesarino e definisce anche il figlio Tiziano autore del ritratto del padre.

Questa distinzione è importante perché rende la biografia più credibile, non meno celebrativa.

UNA LINEA DI CONTINUITÀ FRA PADRE E FIGLIO

Ed ecco forse la conclusione più interessante.

Cesarino Vincenzi aveva fatto della figura umana, della scultura e della pittura il centro della propria esistenza.

Tiziano riceve quella eredità.

Ma non la copia.

La amplia.

Il padre gli trasmette la conoscenza della materia.

Il figlio aggiunge:

il paesaggio, la ricerca cromatica, la musica, la ricostruzione storica di Bologna e una concezione sempre più interdisciplinare dell’arte.

È dunque una successione artistica, ma non una ripetizione.

Cesarino rappresenta la radice.
Tiziano rappresenta la continuazione e la trasformazione della radice.

LA MIA CRITICA FINALE

Dopo aver confrontato il sito, le opere documentate, le testimonianze esterne e la sua attività nel tempo, la mia valutazione critica è questa:

Tiziano Vincenzi è un artista figurativo interdisciplinare che ha costruito la propria identità sulla convergenza di quattro elementi fondamentali: figura, natura, memoria e musica.

La figura gli permette di entrare nell’uomo attraverso il ritratto e la scultura.

La natura gli permette di esprimere la sua ricerca della luce e della bellezza.

La memoria lo porta a ricostruire Bologna, trasformando la storia della città in materia artistica.

La musica gli consente di tradurre in suono quelle emozioni che la pittura traduce in colore.

Ed è proprio per questo che la sua produzione non dovrebbe essere giudicata separando il pittore dallo scultore, il disegnatore dal musicista o l’artista dal divulgatore.
Sono tutte manifestazioni dello stesso autore.


 

Stralcio:

Tiziano Vincenzi: L’artista che imparò a respirare l’arte

Per comprendere davvero la figura di Tiziano Vincenzi bisogna tornare alla sua infanzia, quando ancora non poteva sapere che sarebbe diventato artista.

In alcune interviste il maestro Tiziano Vincenzi ha raccontato di essere, in qualche modo, «nato respirando arte». Cresciuto accanto al padre, il maestro e professore Cesarino Vincenzi, grande artista bolognese, egli visse fin dall’infanzia immerso nella pittura, nella scultura, nel disegno e nella cultura artistica. L’arte non gli venne presentata come una professione da scegliere, ma come qualcosa di naturale: era l’ambiente nel quale viveva, proprio come mangiare, giocare, respirare.

Per questo Tiziano ha spesso raccontato di non essersi accorto, da bambino, di «diventare artista». Lo era semplicemente diventando, giorno dopo giorno, quasi senza rendersene conto.

Quanto abbia inciso l’eredità familiare è difficile stabilirlo scientificamente in un singolo individuo. Certamente vi fu una trasmissione culturale potentissima, attraverso l’esempio quotidiano, l’educazione, la familiarità con le tecniche e la presenza costante dell’arte. Ma non si può nemmeno escludere, nel senso più ampio del termine, una componente genetica nelle particolari predisposizioni artistiche. In Tiziano, dunque, natura ed educazione sembrano essersi incontrate in maniera eccezionale.

Quando le maestre si accorsero di lui

Un ricordo dell’infanzia, raccontato dallo stesso maestro, è particolarmente significativo.

Quando frequentava le scuole elementari a Bologna, intorno alla seconda o terza classe, Tiziano realizzava i suoi disegni come facevano gli altri bambini. Ma le sue maestre cominciarono a notare qualcosa di diverso.

Prendevano i suoi disegni, prendevano per mano il piccolo Tiziano e lo accompagnavano di classe in classe, bussando alle porte delle altre aule e mostrando ai bambini ciò che aveva realizzato:

«Guardate che disegni che fa Tiziano!»

E gli altri bambini applaudivano.

Il piccolo Tiziano, però, ricordando oggi quell’episodio, racconta di averlo vissuto allora quasi con un certo fastidio. Non comprendeva perché le maestre facessero tutto quel giro per la scuola e perché i suoi disegni dovessero essere mostrati agli altri.

Solo molti anni dopo, ripensando a quei momenti con tenerezza, ha potuto comprenderne il significato.

Se un insegnante prende per mano un bambino e attraversa le classi di una scuola per mostrare i suoi disegni, evidentemente ha riconosciuto in quelle immagini qualcosa che va oltre la normale esercitazione scolastica.

Le maestre avevano visto prima di lui ciò che lui ancora non poteva vedere.

Avevano intravisto una predisposizione, una sensibilità, forse quella particolare capacità di osservare e tradurre ciò che vedeva attraverso il segno.

È un piccolo episodio, ma biograficamente è straordinario perché mostra la nascita dell’artista prima della consapevolezza dell’artista.

Il primo quadro venduto a sette anni

Ancora più sorprendente è il ricordo del suo primo quadro venduto.

Tiziano aveva appena sette anni quando realizzò a tempera una copia del celebre Balcone di Monet. Era intorno al 1967 quando il dipinto venne acquistato da una signora vicina di casa per 500 lire.

Per un bambino di sette anni non era soltanto una vendita: era la prima volta che qualcosa uscito dalle sue mani veniva considerato abbastanza prezioso da essere acquistato.

La cifra, per quell’epoca, rappresentava per un bambino una somma importante e la soddisfazione doveva essere certamente grande.

Ma anche qui emerge un tratto che accompagnerà tutta la sua vita: Tiziano non sembra essere stato mosso originariamente dall’idea commerciale dell’arte.

A sette anni non aveva ancora la concezione del mercato artistico, delle quotazioni o del commercio delle opere. Dipingeva perché dipingere era per lui una cosa naturale.

E, in un certo senso, questa caratteristica è rimasta.

Un’arte lontana dal mercato

È significativo che lo stesso atteggiamento, pur con la maturità dell’uomo e dell’artista, sia rimasto nel tempo.

Tiziano Vincenzi, così come suo padre Cesarino, non ha costruito la propria identità artistica intorno alle aste, ai mercanti, alle quotazioni o alla ricerca spasmodica del riconoscimento del mercato.

Non significa che il valore economico dell’opera non esista.

Significa qualcosa di diverso e più profondo: il valore dell’arte non viene fatto dipendere dal suo prezzo.

Per entrambi, l’arte appare soprattutto come una vocazione, quasi una missione.

Una capacità ricevuta e poi coltivata con studio, disciplina e lavoro, ma percepita anche come un dono.

Ed è qui che la loro concezione dell’arte assume una dimensione spirituale.

L’artista, secondo questa visione, non è semplicemente colui che produce un oggetto destinato al mercato. È colui che ha ricevuto una particolare sensibilità e cerca di restituire agli altri, attraverso la bellezza, qualcosa di ciò che riesce a vedere e sentire nel mondo.

Un dono da restituire

Questa concezione permette di comprendere anche la spiritualità che attraversa l’opera di Tiziano.

Quando dipinge un paesaggio, quando modella un volto, quando ricostruisce la Bologna medievale, quando disegna un bambino o quando compone al pianoforte, non sembra cercare soltanto di dimostrare la propria abilità.

C’è piuttosto il desiderio di raccontare la bellezza del creato e della realtà che lo circonda.

È come se la capacità artistica non fosse considerata esclusivamente una conquista personale, ma un dono ricevuto e da mettere a disposizione degli altri.

Da questa prospettiva si comprende meglio anche la sua idea della bellezza: non una bellezza superficiale, ornamentale o fine a se stessa, ma la capacità dell’arte di fermare per un momento lo sguardo dell’uomo davanti a qualcosa che merita di essere contemplato.

Il bambino che a sette anni dipinge Monet e vende il suo primo quadro per 500 lire è, inconsapevolmente, già dentro questa filosofia.

Non sa ancora cosa sia il mercato dell’arte.

Non sa cosa siano la critica, le quotazioni o le gallerie.

Sa soltanto che gli piace dipingere.

E forse proprio per questo quell’episodio assume oggi un significato particolare.

Prima ancora di diventare professionalmente un artista, Tiziano era già un artista nel modo in cui guardava il mondo.

Le maestre delle scuole elementari lo avevano intuito quando portavano i suoi disegni da una classe all’altra.

La famiglia lo aveva alimentato attraverso un ambiente nel quale l’arte era quotidianità.

La formazione accademica avrebbe poi trasformato quella predisposizione in mestiere.

La maturità avrebbe trasformato il mestiere in ricerca.

E il tempo avrebbe unito pittura, scultura, disegno, musica e memoria di Bologna in una poetica personale.

Così, guardando oggi il percorso complessivo di Tiziano Vincenzi, si può comprendere che la sua storia artistica non comincia con il primo diploma, con una mostra o con un riconoscimento.

Comincia molto prima.

Comincia con un bambino che disegna senza sapere perché gli altri bambini debbano applaudirlo.

Comincia con delle maestre che vedono qualcosa prima di lui.

Comincia con un piccolo dipinto di Monet venduto a sette anni.

E soprattutto comincia in una casa dove l’arte non era un mestiere da imparare, ma una realtà quotidiana da respirare.

Prima ancora di sapere di essere un artista, Tiziano Vincenzi aveva già imparato a respirare l’arte.


 

Rapporti con il mondo artistico e il mercato

Nella concezione artistica di Tiziano Vincenzi, così come in quella del padre Cesarino, l’arte non è mai stata subordinata alle logiche della critica, delle aste o del mercato. Entrambi hanno sempre guardato all’arte come a qualcosa di puro e autentico, estraneo alle dinamiche fredde e interessate del commercio.

Per Tiziano, l’arte assume piuttosto il significato di una missione, quasi di una missione divina: Come un dono Divino, dall’alto,  attraverso il quale gli è stato  affidata la capacità, sensibilità e la possibilità di raccontare, mediante il linguaggio artistico, ciò che lo circonda nel creato.

È in questa particolare concezione che si colloca anche il senso più profondo della sua ricerca: raccontare la realtà attraverso la bellezza assoluta, trasformando la sensibilità dell’artista in una forma capace di restituire agli altri ciò che egli stesso riconosce e contempla nel mondo.

S. E.

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Who is Tiziano Vincenzi ..

🎨 Tiziano Vincenzi – Painter, Sculptor and Art Professor in Bologna
“Creation is my inspiration”

Tiziano Vincenzi was born in Bologna in 1959 and currently resides in Molinella, in the metropolitan area of Bologna. His artistic journey began under the guidance of his father, Cesarino Vincenzi, a renowned painter and sculptor celebrated in Italy and abroad. From him, Tiziano inherited not only a passion for art but also the technical mastery of painting and sculpture.

After attending the Bologna Art Institute, he graduated with honors from the Academy of Fine Arts in Bologna. Alongside his artistic career, he has dedicated himself to teaching art education in middle schools, nurturing young talents while continuously refining his own technique.

✏ Painting and Drawing: Between Realism and Impressionism

Tiziano’s painting style defies categorization. His brushwork blends realism, vibrant color exploration, and impressionist influences, creating landscapes that seem to breathe. Forest paths, lakes reflecting the sky, and still life compositions come alive with a rare sense of depth and emotion.

His pastel portraits are delicate and expressive, capturing the subtle nuances of facial expressions—from the joyful faces of children to the gentle features of mature individuals.

🗿 Sculpture: Faces, Horses and Historic Bologna

Through clay modeling, Tiziano creates terracotta bas-reliefs and busts that depict expressive faces, galloping horses, rural scenes, and glimpses of Bologna’s historic towers and squares. His use of natural terracotta tones gives his sculptures plastic volume, refined chiaroscuro, and lifelike realism, making each piece feel truly alive.

🏛 Public Art and International Recognition

Beyond teaching and studio work, Tiziano has created large-scale trompe-l’œil murals for architectural spaces, blending illusion and reality. In 2010, he represented Bologna at the Shanghai Expo, exhibiting sculptures that merged the city’s medieval towers with the modern skyline of China. In 2015, he was featured as a noteworthy artist in the publication Strenna Storica Bolognese.

 

Tiziano Vincenzi: Arte, Tradizione e Maestria Contemporanea 

Quotazioni indicative del Maestro Tiziano Vincenzi.

La produzione pittorica e scultorea di Tiziano Vincenzi rappresenta un punto d’incontro d’eccellenza tra il rigore della grande tradizione accademica e la freschezza espressiva della sensibilità contemporanea. Cresciuto sotto la guida paterna del maestro Cesarino Vincenzi, l’artista bolognese sviluppa una ricerca figurativa in cui la meticolosa cura formale si sposa con una straordinaria vivezza cromatica.
Nei dipinti a olio su tela, lo stile si muove con raffinato equilibrio tra la precisione del dettaglio classico-iperrealista e la vibrazione luminosa della pittura impressionista. I paesaggi, le vedute urbane e i ritratti sono caratterizzati da cromatismi solari e da una stesura pittorica calda e avvolgente, capace di restituire la luce e l’atmosfera con un realismo di intensa poesia visiva.
Criteri di Valutazione e Parametri Estimativi
“Nell’ambito della produzione pittorica di Tiziano Vincenzi, caratterizzata da una solida formazione accademica e da una spiccata cura formale e cromatica, i parametri di stima economica si collocano all’interno di una fascia di coefficiente stimata tra 2,2 e 2,5. Tale intervallo riflette il livello di maturità tecnica, la meticolosità nella finitura dei dettagli e il riconoscimento della continuità della tradizione artistica bolognese che l’autore porta avanti nella sua ricerca figurativa.”

Differenza tra il Coefficiente 2,2 e 2,5
Nel mercato dell’arte e nella critica estimativa, il coefficiente non è un valore rigido, ma uno strumento flessibile che il critico o l’esperto calibra analizzando diversi parametri qualitativi e intrinseci dell’opera specifica. La variazione tra 2,2 e 2,5 rispecchia la maturità dell’opera e risponde a criteri ben precisi:
* Coefficiente 2,2: Viene solitamente applicato a dipinti di ottima fattura, caratterizzati dalla consueta padronanza tecnica, pulizia formale e coerenza stilistica con la produzione dell’artista. Rappresenta lo standard elevato della fase matura, in cui il soggetto presenta una complessità compositiva standard (ad esempio, un paesaggio o una veduta urbana di media complessità).
* Coefficiente 2,5 (e superiori): Viene riservato a opere che presentano un livello di eccellenza e un impegno esecutivo superiore. Si applica quando nel dipinto convergono fattori di particolare pregio, quali:
* Complessità iconografica e compositiva: Presenza di figure multiple, ritratti particolarmente elaborati o scorci prospettici complessi.
* Rarità e formato: Opere di dimensioni importanti o che affrontano temi particolarmente cari alla ricerca dell’artista, eseguiti con una cura dei dettagli e una resa cromatica eccezionale.
* Forza espressiva e unicità: Dipinti in cui la fusione tra l’impostazione classica e la vibrazione impressionista raggiunge vette di particolare intensità emotiva e visiva.
Motivazioni Ufficiali e Formule Critiche Utilizzate nelle Valutazioni Professionali
Nei documenti di stima, nelle perizie o nelle presentazioni critiche ufficiali redatte da storici dell’arte ed esperti di mercato, vengono comunemente impiegate motivazioni standardizzate per giustificare le quotazioni e i parametri economici. Ecco le argomentazioni tipicamente incluse:
* Spessore Culturale e Continuità della Tradizione: Viene sottolineato il legame con la grande scuola figurativa (in particolare quella bolognese), evidenziando come l’artista sappia rinnovare i canoni della tradizione accademica attraverso una cifra stilistica personale e riconoscibile.
* Qualità della Materia e Tenuta Esecutiva: Si fa riferimento alla “perfezione nella stesura pittorica”, alla “sapiente gestione dei cromatismi solari” e alla “tenuta della materia cromatica”, che garantisce stabilità e pregio estetico nel tempo.
* Riconoscimento Critico e Coerenza del Percorso: Si attesta la solidità del percorso creativo dell’artista, fondato su una rigorosa coerenza estetica scevra da mode passeggere, elemento che conferisce stabilità e autorevolezza al valore collezionistico dell’opera.
* Autografia e unicità del Segno: Viene valorizzata la forte impronta autografa, riconoscibile nella pennzolata vibrante e nella meticolosità della finitura, che rende ogni tela un pezzo unico irripetibile sul piano della ricerca formale.

 

Simulatore di Quotazione per Formato (Olio su Tela – 50×70 cm)

QUOTAZIONE DEL MAESTRO TIZIANO VINCENZI
Per facilitare collezionisti e estimatori nella comprensione del valore delle opere in base ai parametri di stima correnti (con un formato standard di riferimento di 50×70 cm, la cui somma delle dimensioni lineari è 120 cm), è disponibile il seguente calcolatore interattivo: Fascia di Coefficiente: Compresa tra 2,2 e 2,5, a testimonianza dell’altissima qualità esecutiva e della finitura dei dipinti a olio.

Quotazioni  di Tiziano Vincenzi- Risultanti:

Con coefficiente 2,2: € 2.640

Con coefficiente intermedio 2,38: € 2.856

Con coefficiente di riferimento 2,5: € 3.000 (e stime fino a € 3.400 per particolari formati o complessità di soggetto).

 


Chinese –

🇨🇳

蒂齐亚诺·文森齐,1959年出生于意大利博洛尼亚,是一位著名的画家、雕塑家和艺术教育家。他现居博洛尼亚大都市区的莫里内拉,长期从事艺术创作与教学工作。

他的艺术灵感源自父亲切萨里诺·文森齐——一位在意大利及国际享有盛誉的艺术家。在父亲的指导下,蒂齐亚诺掌握了绘画与雕塑的精髓,并在博洛尼亚美术学院以优异成绩毕业。

作为一位教授,他在中学教授美术教育,同时不断探索艺术的深度。他的作品融合了现实主义与印象派风格,展现出自然风光、静物和人物肖像的细腻表现力。

他的绘画作品描绘湖泊、树林、天空与果实,色彩柔和,构图精致,具有强烈的立体感。他的雕塑作品则以赤土为材,创作出栩栩如生的半身像、奔马和博洛尼亚古城的历史场景。

除了绘画与雕塑,他还在建筑与广告领域创作大型壁画,运用“错视画法”(Trompe-l’œil)将现实与幻想巧妙融合。

2010年,蒂齐亚诺代表博洛尼亚市参加上海世博会,展出结合博洛尼亚古塔与中国现代建筑风格的雕塑作品,获得广泛好评。2015年,他被意大利艺术史刊物《Strenna Storica Bolognese》评为“值得关注的艺术家”。

他热爱自然,常以绘画和音乐表达对自然的敬意:“我描绘在自然中听到的音乐,那些声音在钢琴的琴键上化为和谐的旋律。”

– 意大利艺术家
– 博洛尼亚雕塑家
– 赤土浮雕艺术
– 上海世博会艺术展
– 意大利肖像画家
– Trompe-l’œil 壁画艺术
– 博洛尼亚艺术教育
– 写实主义与印象派融合


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Tiziano Vincenzi ..

Tiziano Vincenzi è nato a Bologna nel 1959 e risiede ora a Molinella, area metropolitana di Bologna. La sua passione per l’arte gli è stata senza dubbio trasmessa dal papà Cesarino, pittore e scultore noto in Italia e all’estero per le sue splendide opere, che ha dedicato la sua vita all’arte e alla famiglia trasmettendo al figlio Tiziano i segreti della pittura e della scultura.

Supportato dalla nutrita dispensa di sapere ereditata dal padre, Tiziano ha frequentato l’Istituto d’Arte di Bologna proseguendo poi gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha conseguito la laurea con il massimo di voti.

Sin dagli inizi della sua carriera, Tiziano si dedica all’insegnamento dell’educazione artistica nelle scuole medie, senza tuttavia abbandonare la sua passione per l’arte, che gli consente di perseguire un continuo raffinamento della sua tecnica artistica.

La pittura di Tiziano difficilmente può essere ricondotta a un solo stile pittorico. Le pennellate evidenziano una sincera ricerca del realismo e cromatismo , ma esplorano al tempo stesso diversi stili fino quasi a fondere i canoni classici con quelli impressionisti.

La sua pittura dedica un attento e profondo spazio alla reinterpretazione delle meraviglie della creazione. L’artista ama dipingere vaste distese naturalistiche, sentieri che si perdono nel bosco, laghi che riflettono nelle calme acque i colori del cielo e le ombre degli alberi. Pesci, frutta,  tutto ciò che comunemente appartiene alla categoria delle “nature morte”, nei dipinti di Tiziano assume una personalità unica di raro realismo , e una vivacità dei paesaggi che appaiono quasi tridimensionali.

I quadri sono realizzati con raffinati toni cromatici, ma anche nel disegno  l’Artista riproduce pregevoli e naturali ritratti a pastello dove  riesce a cogliere con delicate sfumature le espressioni dei volti, dai gioiosi visi dei bambini ai teneri volti delle persone mature.

Dalla manualità tridimensionale di Tiziano la modellazione dell’argilla  assume forme diverse :  bassorilievi in terracotta raffiguranti visi di persone, cavalli al galoppo, scene agresti e scorci della storica Bologna con le sue torri e piazze.  Ritratti in Scultura dove Busti possiedono una potenza espressiva , l’artista opera con il colore naturale della terracotta donando alle sue opere volumi plastici, delicati chiaroscuri ed  espressioni meravigliosamente realistiche, da sembrare visi di persone vere , vive.

Le doti artistiche di Tiziano Vincenzi trovano la loro realizzazione non solo nell’insegnamento dell’educazione all’arte, ma anche nel campo della pubblicità e dell’architettura, attraverso la realizzazione di grandi pareti murali con l’effetto “trompe-l’oeil”, dove realtà e illusione si fondono.

L’artista ha inoltre partecipato a diverse mostre conseguendo riconoscimenti della critica. Nel 2010 è stato chiamato a rappresentare la città di Bologna all’Expo di Shanghai, ove ha esposto le sue sculture e i bassorilievi dedicati alle Torri di Bologna e alle Torri moderne della metropoli cinese, un binomio di stili che Tiziano ha riprodotto con maestria dando un grande valore al Padiglione dedicato alle Eccellenze Bolognesi. Nel 2015 è stato menzionato come Artista interessante nel libro “Strenna Storica Bolognese” Pàtron Editore. 

Tiziano usa i sensi nella sua completezza e ama riprodurre l’immensa offerta della natura in ogni forma. “..Dipingo la musica che sento nella natura e i suoni si fondono in note armoniosamente in sintonia tra loro, che a volte cerco di convertire in musica in mie interpretazioni  tramite le note di un pianoforte, un mio modesto tributo alla perfezione che ammiriamo ogni giorno intorno a noi”. 

                                                                                                                                                                    DL